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Museo Marconi

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LA COMUNICAZIONE A DISTANZA
kit didattico

Attingendo all'esperienza maturata nel settore dei servizi educativi in anni di lavoro con le scuole e mettendo a frutto le rispettive attività di ricerca, documentazione e divulgazione della cultura tecnico-scientifica, il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna e la Fondazione Guglielmo Marconi hanno portato avanti, in occasione delle iniziative legate al centenario del premio Nobel di Marconi e con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna, la progettazione di un nuovo strumento didattico rivolto alle scuole secondarie di primo e di secondo grado (biennio).

Si tratta di un kit, da fornire in dotazione alle scuole della regione che ne abbiano fatto richiesta, contenente materiali e istruzioni per l’assemblaggio di apparati sperimentali, correlato da schede didattiche, pubblicazioni e filmati. Questo strumento, dedicato alla storia delle telecomunicazioni, permette di ricostruire con 5 diverse esperienze le principali tappe che, dai primi sistemi di trasmissione di messaggi a distanza, hanno portato a invenzioni come la radio, il telefono e il computer:

  1. TELEGRAFO OTTICO | Il passato in assenza di fili
  2. TELEGRAFO ELETTRICO | Morse e il collegamento con fili
  3. ELETTROMAGNETISMO | La possibilità di fare a meno dei fili
  4. TELEGRAFO SENZA FILI | Marconi e la nascita del wireless
  5. ANALOGICO E DIGITALE | La nuova era di codici e formati

Un video (>>) e alcune schede appositamente predisposte guidano passo passo l'assemblaggio dei materiali consentendo appunto di realizzare: un modello di telegrafo ottico, per simulare la trasmissione di messaggi a distanza utilizzando l’antico “codice a scacchiera” citato da Polibio; un telegrafo elettrico, per comunicare con il codice Morse; un “coherer” o “coesore” come quello utilizzato da Marconi per captare le onde elettromagnetiche e dare inizio alla comunicazione “senza fili” ossia wireless. Inoltre, con i materiali forniti, si possono ripetere in classe gli esperimenti sull’elettromagnetismo di Oersted e Faraday e cimentarsi in un gioco per capire la differenza tra analogico e digitale.

Dal punto di vista metodologico, si è scelto di favorire una didattica del “fare e saper fare”, per coinvolgere i ragazzi in attività operative che stimolino i processi logici, recuperando la manualità e la capacità di lavorare in gruppo.

Il kit è stato studiato in modo da poter essere impiegato in piena autonomia dalle classi, utilizzando materiali poveri e di facile reperibilità, che consentano la ripetibilità delle esperienze proposte.

Con la distribuzione delle scatole alle scuole che ne hanno fatto richiesta (al momento il progetto è pensato per il territorio della regione Emilia-Romagna) nell'autunno 2010 è iniziata una prima sperimentazione del kit. I riscontri circa il suo effettivo utilizzo nelle classi forniranno preziose indicazioni per ulteriori elaborazioni tecnico-didattiche e per nuove forme di collaborazione tra gli Istituti scolastici e i Musei.

info scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

   

 

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