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Aleksandr Stepanovič Popov

Nato nel 1859 in un villaggio degli Urali e destinato per tradizione familiare a una carriera ecclesiastica, Aleksandr Popov coltivò invece il suo interesse per le scienze esatte: si trasferì a San Pietroburgo, si laureò brillantemente ed entrò come docente e sperimentatore nella Scuola Torpedini della Marina russa, a Kronstadt.

Considerato un'autorità in campo elettrico, più volte chiamato dalla Marina per consulenze e interventi tecnici, si tenne costantemente aggiornato sui lavori di Hertz, Branly e Lodge e nel 1895 mise a punto un apparato per la ricezione e la registrazione di oscillazioni elettriche, una sorta di abbozzo di sistema per la comunicazione senza fili. Successivamente, venne a conoscenza degli esperimenti di Marconi, che gli parvero del tutto analoghi ai suoi. Incoraggiato dal Dipartimento della Marina, Popov nel 1897 riprese gli esperimenti sulla radiotelegrafia e, a partire dal 1898, si unì all'ingegnere e uomo d'affari francese Eugène Ducretet, che cominciò a costruire stazioni telegrafiche basate appunto sul sistema Popov-Ducretet e ottenne diverse commesse dalla Marina russa. Nel 1899 progettò anche un ricevitore telefonico per la lettura acustica dei messaggi telegrafici e dal 1900 si occupò dell'installazione di impianti radiotelegrafici sulle navi da guerra russe.

Ma proprio la guerra russo-giapponese risultò fatale per Popov. La flotta che nel 1904 doveva trasferirsi nell'Oceano Pacifico abbisognava di ventiquattro stazioni radio, che furono acquistate dalla tedesca Telefunken perché la fabbrica di Kronstadt non era in grado di produrle in tempi brevi. La susseguente disfatta russa nella battaglia di Tsushima, nel 1905, dove tra l'altro perirono molti suoi ex studenti, scosse profondamente Popov, che pochi mesi più tardi morì per un'improvvisa emorragia cerebrale.

Da allora le autorità russe hanno costantemente presentato Popov come il vero inventore della telegrafia senza fili, cosa che lo stesso Popov si guardò bene dal sostenere, rivendicando per sé un contributo autonomo all'invenzione, ma riconoscendo all'italiano l'esclusivo merito di averla pienamente sviluppata. E infatti, nell'estate del 1902, quando attraccò a Kronstadt l'incrociatore "Carlo Alberto", che portava Vittorio Emanuele III al matrimonio del figlio dello zar, Popov volle conoscere Marconi, in viaggio sullo stesso incrociatore per effettuare esperimenti. Testimoni riferiscono che, in quell'incontro, Popov salutò pubblicamente Marconi come «padre della radio».

 

 A.S. Povov Museum of Communications - St. Petersburg

 

 

 

 

     

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Francesco Paresceparesce francesco

Marconi era l'uomo giusto al posto giusto al momento giusto. Era l'uomo giusto perché possedeva la combinazione ideale di caratteristiche personali per l'impresa: tenacia, coraggio, capacità tecnica, carisma e predisposizione alle relazioni pubbliche.



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